Enfilade

The Burlington Magazine, December 2019

Posted in books, catalogues, exhibitions, journal articles, reviews by Editor on December 23, 2019

The eighteenth century in The Burlington:

The Burlington Magazine 161 (December 2019)

A R T I C L E S

• François Marandet, “A Modello by James Thornhill for Addiscombe House, Surrey,” pp. 1028–33. An oil sketch in the Musée des Beaux-Arts, Rouen, is here identified as James Thornhill’s modello for the ceiling painting of the staircse hall at Addiscombe House, near Croyden, begun c.1702 and demolished in the 1860s. It depicts the classical gods as an allegory of the days of the week.

R E V I E W S

• Charles Avery, Review of the exhibition Forged in Fire: Bronze Sculpture in Florence under the Last Medici (Palazzo Pitti, 2019–20), pp. 1044–47.

• David Bindman, Review of the exhibition, Hogarth: Cruelty and Humor (Morgan Library and Museum, 2019), pp. 1047–48.

• Brian Allen, Review of the exhibition Hogarth: Place and Progress (Sir John Soane’s Museum, 2019–20), pp. 1048–51.

• Emily M. Weeks, Review of the exhibition Inspired by the East: How the Islamic World Influenced Western Art (British Museum, 2019–20), pp. 1051–53.

• Xavier F. Salomon, Review of the exhibition Luigi Valadier: Splendour in Eighteenth-Century Rome (Galleria Borghese, 2019–20), pp. 1053–55.

• Clare Hornsby, Review of Robin Simon and MaryAnne Stevens, eds., The Royal Academy of Arts: History and Collections (Yale University Press, 2018) and Nicholas Savage, Burlington House: Home of the Royal Academy of Arts (Royal Academy of Arts, 2018), pp. 1060–61.

• Jörg Zutter, Review of Chris Fischer, Venetian Drawings: Italian Drawings in the Royal Collection of Graphic Art (Statens Museum fur Kunst, National Gallery of Denmark, 2018), p. 1064.

• Thomas Stammers, Review of Charlotte Guichard, La griffe du peintre: La valeur de l’art, 1730–1820 (Seuil, 2018), pp. 1066–67.

• Richard Stephens, Review of Wayne Franits, Godefridus Schalcken: A Dutch Painter in Late Seventeenth-Century London (Amsterdam University Press, 2018), p. 1074.

O B I T U A R Y

• Anthony Geraghty, Kerry Downes (1930–2019), p. 1075.

Exhibition | Luigi Valadier: Splendour in Eighteenth-Century Rome

Posted in books, catalogues, exhibitions by Editor on December 23, 2019

Now on view at the Galleria Borghese . . . Of the 72 objects included, only 22 were included in the related Frick exhibition, as noted by Xavier Salomon in his review for The Burlington (December 2019), p. 1053.

Luigi Valadier: Splendour in Eighteenth-Century Rome
Galleria Borghese, Rome, 30 October 2019 — 2 February 2020

Curated by Anna Coliva

Ma ciò che la mostra vuole esaltare è la possibilità davvero unica di ammirare le opere del grande artefice all’interno di un contesto decorativo, quale quello della Villa Borghese, capace di restituire, di per sé, quella particolare compresenza di pittori, scultori e artigiani che l’architetto Antonio Asprucci aveva diretto nel rinnovamento del Palazzo di città e della Villa voluto dal principe Marcantonio IV Borghese; artisti che, nei medesimi anni, non solo avevano condiviso molte delle principali imprese artistiche romane ma i cui rapporti diretti con Luigi Valadier sono ampiamente documentati: è il caso, solo per fare un esempio, dell’intagliatore di marmi Lorenzo Cardelli, già nella bottega di Piranesi, che con il grande orafo collaborerà tanto nell’esecuzione del camino della Sala XVI, decorato con applicazioni in bronzo di Valadier, quanto nella realizzazione di manufatti destinati alla committenza anglosassone.

La Villa, che custodisce alcuni dei capolavori, come l’Erma di Bacco e la coppia di Tavoli dodecagonali, sintetizza così il gusto dominante a Roma intorno alla metà del secolo, dove i raffinati apparati decorativi risplendono di un declinante rococò che coesiste con le nuove tendenze stilistiche ispirate all’antico. Di questo particolare contesto culturale, nel senso più ampio, Valadier è protagonista assoluto.

Se la committenza Borghese costituì il filo conduttore dell’attività di Valadier, il rango e il numero dei committenti rivelano lo straordinario successo della sua carriera di orafo e argentiere, esaltando la vastità di campo, l’originalità e l’impronta internazionale della sua produzione, che la mostra intende rappresentare con importanti testimonianze. I prestiti spaziano dalle grandi lampade d’argento per il santuario di Santiago di Compostela, al San Giovanni Battista del Battistero Lateranense, per la prima volta visibili fuori della loro collocazione originale; dal servizio per pontificale della cattedrale di Muro Lucano alle sculture della cattedrale di Monreale; e, ancora, saranno esposte le riproduzioni in bronzo di celebri statue antiche per re Gustavo III di Svezia, Madame du Barry e il conte d’Orsay; il mirabile sostegno del cammeo di Augusto, realizzato su commissione di Pio VI per il Museo Sacro e Profano in Vaticano, oltre alle straordinarie invenzioni dei superbi desert, come quello commissionato dal Balì di Breteuil e poi venduto a Caterina II di Russia, oggi a San Pietroburgo, e la ricostruzione del tempio di Iside a Pompei per Maria Carolina d’Austria.

Una importante sezione sarà dedicata ai disegni, strumento fondamentale per comprendere l’evolversi del procedimento creativo di Valadier e la sua traduzione attraverso l’attività della grande e articolata bottega. Il prezioso volume della Pinacoteca Comunale di Faenza, per la prima volta interamente catalogato in occasione della mostra, ne offre una rassegna variegata, che sarà apprezzabile anche attraverso riproduzioni digitali. I disegni offrono inoltre la testimonianza di opere oggi disperse, come il sontuoso servizio in argento dorato realizzato per i Borghese, i cui pochi oggetti giunti fino a noi saranno riuniti in questa occasione.

In mostra saranno presenti alcuni totem multimediali dedicati ai Luoghi di Luigi Valadier a Roma: siti, chiese, palazzi e ambienti che conservano le sue opere o comunque significativi, come la casa-studio in via del Babuino. Un invito a trasferire questo percorso virtuale nella realtà, per comprendere meglio quel Valadier “romano”, decoratore nella più splendida e “moderna” Villa di delizie della città eterna, ma espressione di quel gusto internazionale che da Roma partiva per diffondere un gusto ricercato e imitato in tutta Europa.

Geraldine Leardi, ed., Valadier: Splendore nella Roma del Settecento (Milan: Officina Libraria, 2019), 376 pages, 978-8833670638, 48€.